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Alimentazione

Microbiota e fertilità

By 9 Febbraio 2024Febbraio 12th, 2024No Comments
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L’infertilità oggi rappresenta un problema di salute pubblica mondiale ed è stata strettamente associata alla riduzione dei neonati e all’aumento dell’invecchiamento della popolazione e potrebbe avere una potenziale grave influenza negativa sullo sviluppo sociale.

Nonostante i progressi nella tecnologia di riproduzione assistita c’è una percentuale della popolazione mondiale disposta a concepire ma che non è in grado di farlo.

Gli studi recenti suggeriscono una correlazione tra microbiota intestinale e fertilità.

Il microbiota di un individuo è unico e cambia nel corso della vita ed è influenzato da fattori quali la genetica, la dieta, i farmaci, la composizione corporea, l’ambiente circostante e l’igiene.

Le alterazioni del microbiota intestinale hanno impatti specifici sul sistema endocrino riproduttivo. Gli studi hanno dimostrato la capacità del microbiota di modulare gli ormoni sessuali gonadici avanzando il concetto che la disbiosi del microbiota intestinale può influenzare negativamente la capacità riproduttiva.

La comprensione precisa di come il microbiota influenza la fertilità è ancora in fase di sviluppo e la ricerca continua per identificare i meccanismi convolti.

Nelle donne va considerata la forte interazione tra estrogeni e microbiota intestinale. Esiste un rapporto bidirenzionale tra le due componenti.

Hanno scoperto che il microbiota intestinale svolge un ruolo regolatore centrale nel metabolismo degli estrogeni.  Prove emergenti suggeriscono un’interazione tra il metabolismo degli estrogeni e il microbiota intestinale, il che significa che il livello di estrogeni influenza anche l’omeostasi del microbioma intestinale.

Va considerato inoltre la stretta correlazione tra microbiota intestinale e microbiota vaginale/genitale.

Numerose evidenze hanno dimostrato come una disbiosi microbica genitale possa rappresentare un fattore di rischio nell’insorgenza dell’infertilità.

In condizioni di salute, le femmine ospitano una predominanza di batteri Lactobacillus, che esercitano numerose funzioni protettive legate alla produzione di acido lattico e al mantenimento del pH acido vaginale. La composizione del microbiota femminile sembra esercitare un’influenza sugli esiti della gravidanza naturale, della fecondazione in vitro e la variazione della sua costituzione potrebbe essere un utile indicatore degli esiti della gravidanza.

Gli autori hanno riscontrato una prevalenza del 28% di vaginosi batterica asintomatica (rilevata da agenti patogeni associati come Candida , Enterococcus ed Escherichia coli ) in pazienti infertili e, rispetto alle donne sane, un tasso nettamente inferiore di colonie di Lactobacillus .

Hanno identificato diversi cluster del microbiota vaginale nelle donne con ricorrenti fallimenti di impianto, e proprio un cluster predominato da Lactobacillus è associato al raggiungimento della gravidanza dopo il trasferimento dell’embrione. D’altra parte, un tasso più elevato di Gardnerella vaginalis e un tasso più basso di specie Lactobacillus erano correlati a un risultato peggiore.

Anche nell’uomo l’intestino e il sistema riproduttivo sono interdipendenti attraverso il microbiota e questo asse influenza la salute riproduttiva maschile e l’infertilità.

Esiste un collegamento tra il microbiota intestinale e il tratto urogenitale maschile. L’asse intestino-testicoli si riferisce a un’interazione tra il microbiota intestinale e il suo impatto sulla regolazione della funzione testicolare e si ritiene che svolga un ruolo nella salute riproduttiva maschile e nell’infertilità.

Diversi studi hanno dimostrato che il microbiota intestinale influenza i livelli di testosterone e la produzione di sperma.

I cambiamenti nel microbiota intestinale umano sono stati associati a cambiamenti negli ormoni sessuali sistemici e nella spermatogenesi. Alcune specie microbiche sono associate a livelli più elevati di stress ossidativo, che possono contribuire a un ambiente con un potenziale reattivo ossidativo più elevato. Gli studi hanno dimostrato un legame tra aumento del potenziale reattivo ossidativo e parametri spermatici anormali negli uomini infertili.

Diversi studi concludono che Lactobacillus è associato ad un impatto protettivo sui parametri dello sperma, tuttavia è stato dimostrato che Ureaplasma urealyticum, Mycoplasma hominis e Aerococcus hanno un impatto negativo sui parametri dello sperma.

Nel microbiota maschile, Lactobacillus, Pseudomonas e Prevotella potrebbero esercitare un’influenza sui parametri di qualità dello sperma. È interessante notare che l’abbondanza di Prevotella era inversamente associata alla concentrazione di spermatozoi e Pseudomonas era direttamente associata alla conta totale degli spermatozoi mobili.

E’ stata trovata un’associazione positiva tra Allisonella, Anaerotruncus, Barnesiella, Intestinibacter e Lactococcus con il rischio di infertilità maschile in base ai risultati dell’analisi. Bacteroides e Ruminococcaceae svolgono una funzione protettiva nella patogenesi dell’infertilità maschile.

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Quali possibili trattamenti?

I probiotici contengono microrganismi vivi, mentre i prebiotici sono cibo per il microbiota umano. Vengono spesso utilizzati nei probiotici, ovvero Lactobacillus, Bifidobacterium, Saccharomyces, Streptococcus, Enterococcus. I probiotici potrebbero essere in grado di ripristinare la disbiosi del tratto riproduttivo.

I probiotici orali, come le specie Lactobacillus e Bifidobacterium, possono colonizzare l’intestino e influenzare indirettamente il microbiota genitale. Competono con i batteri patogeni per le risorse, modulano la risposta immunitaria e producono composti antimicrobici, migliorando potenzialmente i parametri.

I prebiotici, fibre alimentari non digeribili che favoriscono la crescita batterica benefica, svolgono un ruolo fondamentale nel ripristinare l’equilibrio microbico. Supportano la colonizzazione e l’attività metabolica dei batteri probiotici agendo come substrato per il loro sviluppo. Presenti in alimenti come cereali integrali, legumi, frutta e verdura, i prebiotici vengono fermentati da batteri utili nel tratto gastrointestinale superiore. Gli acidi grassi a catena corta (SCFA), tra cui butirrato, acetato e propionato, vengono creati durante questo processo di fermentazione e servono a mantenere un microbiota equilibrato nei genitali e nello stomaco.

Promuovendo la crescita batterica benefica possiamo andare a migliorare la salute riproduttiva. Il microbiota può essere uno strumento per aiutare a migliorare la fertilità.

I futuri sforzi di ricerca previsti chiariranno ulteriormente il ruolo dei fattori microbici nell’infertilità, gettando le basi per l’evoluzione di modalità di trattamento più potenti.

Dott.ssa Chiara Iengo

Nutrizionista 3kona

BIBLOGRAFIA

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